È il più importante capitello di Marano Vicentino per il suo valore storico e artistico. Fu realizzato in due fasi, la prima negli anni successivi al 1630 (l’anno della peste di manzoniana memoria) a ringraziamento dello scampato pericolo della peste, e la seconda dopo la tragica epidemia di colera del 1836, che colpì pesantemente il paese di Marano Vicentino.
Il secondo intervento architettonico consistette nell’inglobare, senza alterarla, la precedente edicola del XVII secolo in una struttura di stile neoclassico a forma di tempietto con pronao e colonne. Oggi il capitello si presenta mutilato del pronao e delle colonne, demoliti intorno al 1950.
L’affresco della parte superiore, che raffigura la Madonna della Pietà, è stato nuovamente eseguito dall’artista Giampietro Cavedon, mentre quello della parte inferiore, che tratteggia un carretto carico di bare con persone disperate al seguito, è ancora leggibile e raffigura la tragica realtà dell’epidemia di colera del 1836 che a Marano Vicentino, in quaranta giorni, fece 86 vittime.
Pagina aggiornata il 08/06/2026