Il Mulino Ruaro, appartenuto al Conte Porto, era in origine dotato di due grandi ruote in legno con pale sagomate, una per far girare la macina in pietra per la farina gialla e l’altra per quella bianca. Tali ruote ricevevano la loro energia dalla forza dell’acqua. In seguito le due ruote furono sostituite, prima da una turbina idraulica e poi da motori elettrici.
Sorti lungo la Roggia maestra, i mulini sono documentati dalla fine del 1200. Originariamente appartenevano a famiglie nobili ed erano tutti adibiti alla macinazione dei cereali.
I meglio conservati si trovano uno in Via Molette (Mulino Zambon), ancora funzionante, e uno in Via S. Maria (Mulino Cavedon), contenente interessanti macchinari per la molitura. Resti di antichi mulini sono visibili in Via Fogazzaro e alla conduttura d’acqua delle Ca’ Vécie.
Pagina aggiornata il 08/06/2026