REGIONE DEL VENETO

Dichiarazione di emergenza climatica e ambientale

Pubblicata il 02/08/2019

È stata approvata Lunedì 29/07 in Consiglio comunale di Marano la “Dichiarazione di emergenza climatica e ambientale”, con cui la Giunta si impegna a proseguire le iniziative a favore di una riduzione delle emissioni e dell’introduzione delle energie rinnovabili.

Tutto il Consiglio comunale si impegna così a coinvolgere maggiormente i cittadini e le associazioni in modo attivo nell’individuare le criticità ambientali e trovare delle soluzioni condivise. Ma anche a farsi parte attiva presso il Governo, la Regione e la Provincia perché prendano provvedimenti analoghi, e ad aderire ai prossimi Scioperi Mondiali contro i Cambiamenti Climatici. 

È il naturale proseguimento di un impegno già attivo nei confronti dell’ambiente e della cura della Terra da parte del Comune di Marano. Tra le iniziative in corso c’è l’adesione del Comune al Patto dei sindaci per il clima e l’energia, la riduzione del consumo di suolo per altri 30mila metri quadri prevista dalla variante n. 5 al Piano degli interventi, l’adesione al progetto europeo LIFE BEWARE sulla resilienza idraulica. E ancora, iniziative ormai consolidate come la raccolta differenziata porta a porta e le iniziative “Puliamo Marano”, “Segugio fiuta rifiuti” e “M’illumino di meno”. 

“Non possiamo più permetterci di minimizzare o far finta di non conoscere la gravità della situazione ambientale, dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Le comunità piccole e grandi devono darsi da fare seriamente per contrastare questi fenomeni e arginare i problemi ambientali e di salute che stanno diventando sempre più gravi”, ha detto il sindaco, Marco Guzzonato. 

L’adesione alla “Dichiarazione di emergenza climatica e ambientale” considera anche la grande partecipazione che le giornate di mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici - promosse dal movimento Fridays for Future il 15 marzo e 24 maggio scorsi - hanno visto anche nel nostro territorio e valorizza il concetto di “giustizia climatica”, in base al quale è necessario un aiuto da parte delle nazioni industrializzate - principali responsabili di emissioni dannose - nei confronti dei Paesi più poveri, che pure sono i più colpiti dalle catastrofi ambientali.

“Ognuno di noi deve accettare di modificare alcune abitudini per non doverle poi modificare tutte, perché i cambiamenti climatici, se non debitamente affrontati, porteranno ad un mondo nuovo poco ospitale per l’uomo”, si legge nel testo approvato.

Un invito alla partecipazione verso la riconversione ecologica dell’economia a fronte dei mutamenti in corso anche il nostro Paese - come si è visto nelle devastazioni dell'autunno 2018 sull’altopiano di Asiago -, che richiedono urgenti politiche di adattamento e mitigazione nei territori e nelle città.

 


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